C’è qualcosa di magico nel modo in cui luglio sembra non finire mai. Quella sensazione di calore che si attacca alla pelle, la luce dorata che trasforma ogni momento in un ricordo prezioso, il tempo che scorre diverso, più lento, più denso di significato. È proprio questa atmosfera sospesa che Zoë Ghertner ha catturato per la campagna Été 2026 di Celine, trasformando l’obiettivo in una finestra su un’estate che non conosce tramonto. Conosciuta per il suo approccio tattile e diretto alla ritrattistica, Ghertner non si limita a fotografare vestiti. Spoglia l’inquadratura da ogni distrazione, lasciando che siano le proporzioni, le linee e le texture a raccontare la storia. È un esercizio di sottrazione che diventa, paradossalmente, un’aggiunta di significato. Le sue immagini respirano di una chiarezza cristallina che non ha nulla di freddo. C’è calore qui, ma anche compostezza. Una dualità che riflette perfettamente l’essenza dell’estate: quella tensione tra l’abbandono e il controllo, tra il lasciarsi andare e il mantenere la propria eleganza.


Nella visione di Ghertner, i tessuti non sono semplici materiali. Aderiscono e cadono con una facilità istintiva, come se conoscessero già il corpo che li indossa. Le scarpe non sono accessori, ma ancore di memoria che radicano il corpo nel presente mentre evocano storie passate. L’obiettivo si sofferma sui gesti: la quieta sicurezza di una spalla, la lunghezza di una falcata, il modo in cui una mano si appoggia su un tessuto. Sono dettagli apparentemente insignificanti che diventano, sotto lo sguardo della fotografa, rivelazioni di carattere.
Il progetto si estende oltre la fotografia statica grazie al film di Massimiliano Bomba, che preserva la precisione della campagna permettendo ai capi di respirare nel movimento. È un’evoluzione naturale del concept: se Ghertner cattura l’istante perfetto, Bomba gli dona continuità temporale. Il risultato è una narrazione fluida dove ogni capo diventa protagonista di una storia in divenire. Non si tratta di semplice documentazione, ma di una vera e propria coreografia dell’eleganza quotidiana.


Forse il messaggio più profondo di questa campagna risiede nell’idea che i vestiti diventano parte delle storie che viviamo indossandoli. Non sono maschere o costumi, ma estensioni autentiche della nostra personalità, testimoni silenziosi dei nostri momenti più significativi. Ogni piega, ogni caduta del tessuto racconta di un gesto compiuto, di un passo fatto, di un’emozione vissuta. È questa intimità tra corpo e abito che Ghertner riesce a catturare con una sensibilità rara nel panorama della fotografia di moda contemporanea. L’estate 2026 di Celine non è solo una collezione, ma un invito a vivere ogni giorno come se fosse un luglio infinito. Perché alla fine, non sono i vestiti a fare la persona, ma le storie che insieme scriviamo.
Image source https://www.instagram.com/celine/




