l ritorno di Fendi all’haute couture ha il sapore di un momento sospeso tra memoria e futuro. E non poteva che essere Roma, con la sua luce dorata e la sua bellezza stratificata, a fare da sfondo a questo nuovo capitolo. Il prossimo 9 luglio, la maison presenterà la collezione Couture autunno/inverno 2026-27 firmata da Maria Grazia Chiuri, aprendo una fase che promette di essere tanto intima quanto potente. C’è qualcosa di profondamente coerente nella scelta di Chiuri. Romana, sensibile al dialogo tra passato e presente, la designer porta con sé un’idea di moda che non è mai solo estetica, ma racconto. Dopo il debutto nel ready-to-wear durante la Milano Fashion Week, questo passaggio alla couture segna un territorio più personale, dove il gesto creativo si fa più lento, più riflessivo, quasi artigianale nel senso più autentico del termine.
La location della sfilata resta ancora avvolta nel mistero, ma Fendi ci ha abituati a scelte scenografiche capaci di dialogare con l’anima della città. Dalla magia della Fontana di Trevi alla maestosità del Colle Palatino, fino al fascino archeologico del Tempio di Venere, ogni sfilata è stata molto più di un evento: un incontro tra moda e storia, tra visione e luogo. Dopo l’ultima uscita couture del gennaio 2025, sotto la direzione di Kim Jones, la maison sembra ora voler riscoprire una dimensione più radicata, forse più emotiva. Chiuri, con la sua esperienza maturata tra Valentino e Dior, ha sempre lavorato su una femminilità consapevole, mai gridata, fatta di dettagli e significati sottili. Questa nuova couture potrebbe diventare proprio questo: un dialogo silenzioso tra materia e identità. Un modo di raccontare Fendi non solo attraverso l’heritage, ma attraverso uno sguardo contemporaneo che mette al centro la donna, il suo corpo, il suo modo di abitare gli abiti.
A Roma, tutto sembra più intenso. Il tempo si dilata, le emozioni si amplificano. E forse è proprio qui che la couture trova il suo spazio naturale: in una città che non ha mai smesso di ispirare, e che continua a ricordarci che la vera bellezza non è mai fretta, è costruzione, stratificazione, presenza.
Il 9 luglio non sarà solo una sfilata. Sarà un ritorno, una dichiarazione, e forse l’inizio di una nuova storia firmata Fendi.
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