Giorgia Tordini, il nuovo codice della coolness

Creative director e co-founder di The Attico, Giorgia Tordini rappresenta una nuova idea di femminilità italiana: istintiva, sensuale, libera. Il suo stile non segue le regole. Le sceglie. Ci sono donne che entrano in una stanza e attirano l’attenzione. E poi ci sono quelle che sembrano aver dimenticato che l’attenzione esista. Giorgia Tordini appartiene alla seconda categoria. La sua immagine non racconta la ricerca della perfezione, ma qualcosa di molto più interessante: il piacere di essere esattamente dove si vuole essere. Una silhouette audace, un paio di tacchi, una borsa portata con noncuranza, capelli lasciati apparentemente al caso. Tutto sembra spontaneo, anche quando ogni dettaglio dice il contrario. È una delle ragioni per cui il suo stile continua a esercitare un fascino quasi magnetico. Con The Attico, il brand fondato insieme a Gilda Ambrosio, Tordini ha contribuito a costruire un nuovo vocabolario della sensualità contemporanea. Non la donna impeccabile, distante, irraggiungibile. Una donna che vuole divertirsi. Che può indossare un abito estremamente femminile con un’attitudine quasi maschile. Che sceglie una mini senza preoccuparsi di sembrare troppo. Che porta una pelliccia con jeans e tacchi, oppure trasforma un look da sera in qualcosa che sembra appena uscito dalla strada. Il punto non è il capo. È il modo in cui lo si porta. Ed è qui che il suo stile diventa interessante anche al di là della moda. Perché dietro ogni look sembra esserci la stessa idea: non vestirsi per essere approvate, ma per sentirsi più presenti a se stesse.

C’è una Milano precisa nell’estetica di Tordini. È quella degli aperitivi che diventano cene, delle notti che non hanno un orario stabilito, degli hotel, dei taxi presi all’ultimo minuto e delle occasioni in cui non sai ancora dove finirai. Una città elegante ma mai troppo composta. Ed è proprio questa imperfezione controllata a rendere il suo stile così desiderabile. Non sembra costruito per essere copiato, anche se viene continuamente copiato. È piuttosto un invito a trovare una propria versione di quella libertà. Un blazer lasciato aperto. Un gioiello importante. Una scarpa che cambia completamente la postura. Un rossetto deciso anche quando il resto del look è minimal. Piccoli gesti, grande effetto.

Forse una delle lezioni più interessanti che arrivano dal suo guardaroba è anche la più semplice: il vero lusso è non sembrare mai troppo impegnate a dimostrarlo. La sensualità funziona quando non viene spiegata. Per questo accanto a un capo statement può comparire qualcosa di ordinario. Una t-shirt. Un denim. Una camicia maschile. Un paio di occhiali scuri. Il contrasto è fondamentale. È quella tensione tra sofisticato e disinvolto che rende un look vivo. Quasi personale. Come se la donna avesse aperto l’armadio senza preoccuparsi troppo delle conseguenze e, proprio per questo, avesse trovato la combinazione perfetta.

Giorgia Tordini, il nuovo codice della coolness

Forse è questo il vero motivo per cui continuiamo a guardare Giorgia Tordini. Non perché vorremmo semplicemente avere il suo guardaroba. Vorremmo avere quella sicurezza. La capacità di entrare in un abito senza lasciarsi definire dall’abito. Di essere sexy senza doverlo dichiarare. Di cambiare idea. Di esagerare. Di tornare minimal il giorno dopo. In un mondo ossessionato dalle formule, cosa indossare, come apparire, quale estetica scegliere, il suo fascino sta proprio nel non sembrare una formula. È una questione di attitude. E forse la cosa più chic che possiamo imparare da lei è anche la più difficile: smettere di vestirci per diventare la versione che gli altri si aspettano e iniziare a vestirci per quella che, davanti allo specchio, ci fa sorridere. Perché lo stile, alla fine, non è avere l’outfit giusto. È sentirsi giuste dentro quello che indossiamo.

Image source https://www.instagram.com/giorgiatordini/

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