Per la nuova stagione, Givenchy lascia per un momento Parigi e sceglie un paesaggio più selvaggio, essenziale, quasi cinematografico. La nuova campagna donna Winter 2026 nasce infatti in Croazia, tra rocce, luce naturale e orizzonti austeri, trasformando la collezione in una storia fatta di carattere, presenza e autenticità. A fotografarla è Juergen Teller, uno dei nomi più riconoscibili della fotografia di moda contemporanea. Il suo obiettivo, lontano dall’idea di una bellezza eccessivamente costruita, incontra la visione di Sarah Burton, direttrice creativa della maison, creando immagini che sembrano catturare le protagoniste prima ancora di trasformarle in icone. Tra i volti della campagna ci sono Kaia Gerber, Eva Herzigova e Liu Wen, insieme ad altre modelle che interpretano ciascuna a modo proprio il nuovo capitolo femminile di Givenchy. La scelta della Croazia non è un semplice sfondo. Il paesaggio roccioso e le tonalità fredde della natura diventano parte integrante della narrazione visiva. La pietra, il cielo e la luce creano un contrasto con i tessuti e le silhouette della collezione, dando ai look una dimensione quasi scultorea. È una campagna che non ha bisogno di scenografie elaborate. La natura fa tutto il lavoro, mentre gli abiti entrano nell’immagine con una presenza precisa, quasi architettonica. In questo dialogo tra corpo e paesaggio emerge uno degli aspetti più interessanti della nuova direzione di Givenchy: la moda non viene presentata come qualcosa di distante dalla realtà, ma come uno strumento attraverso cui raccontarla.
La presenza di modelle così diverse per generazione e percorso contribuisce a rendere la campagna particolarmente significativa.
Kaia Gerber porta davanti all’obiettivo quella sensibilità contemporanea che ha fatto di lei una delle figure più osservate della sua generazione. Al suo fianco, Eva Herzigova rappresenta una stagione diversa della moda internazionale, quella delle supermodelle che hanno contribuito a definire l’immaginario degli anni Novanta. Liu Wen, con la sua eleganza sofisticata e il suo percorso internazionale, completa un cast che supera confini geografici e generazionali. Non c’è però l’impressione di una semplice celebrazione della diversità. Le protagoniste sembrano condividere un’attitudine comune: essere presenti, forti, senza rinunciare alla propria individualità. Il lavoro di Sarah Burton per Givenchy parte da un’idea precisa di femminilità. Piuttosto che costruire una donna ideale, la designer sembra interessata alle donne reali e alle loro diverse personalità. Questa sensibilità si riflette anche nella campagna. I capi non sembrano esistere separatamente da chi li indossa: acquistano significato attraverso i gesti, gli sguardi e le posture delle modelle. È una scelta particolarmente interessante in un momento in cui la moda sta tornando a interrogarsi sul rapporto tra immagine e autenticità. La perfezione assoluta lascia spazio a qualcosa di più umano, mentre l’imperfezione diventa parte della bellezza.
Con Juergen Teller, Givenchy trova un interprete capace di mantenere questa tensione. Le sue fotografie hanno spesso un’immediatezza che rompe la distanza tra moda e realtà. Anche quando racconta grandi maison e protagonisti del fashion system, il suo linguaggio conserva una certa spontaneità. Per la campagna Winter 2026, questo approccio permette alla collezione di respirare. La Croazia non viene trasformata in un semplice set fotografico: resta un luogo vero, materico, quasi ruvido. Le modelle non sembrano personaggi inseriti artificialmente nel paesaggio, ma figure che appartengono a quell’ambiente. Il risultato è una campagna silenziosa ma potente. Una storia in cui la moda non cerca di dominare la natura, ma di entrarci in relazione. E forse è proprio qui che Givenchy trova il suo nuovo equilibrio: tra forza e vulnerabilità, struttura e spontaneità, couture e realtà.
Image source https://www.instagram.com/givenchy/




