Alla Milano Fashion Week, Diesel ha portato in passerella la collezione Fall/Winter 2026 firmata dal direttore creativo Glenn Martens, trasformando la sfilata in un’esperienza immersiva sospesa tra archivio e visione futura. Più che uno show tradizionale, quello ideato da Martens è apparso come un racconto stratificato dell’identità del brand. Per la presentazione, Diesel ha costruito un set imponente composto da oltre 50.000 oggetti di memorabilia del marchio. Il colpo d’occhio era quello di un archivio vivo, quasi caotico, capace però di raccontare in modo coerente l’evoluzione estetica della maison. L’effetto complessivo ha messo in dialogo passato e futuro, sottolineando come Diesel continui a reinventare il proprio patrimonio visivo senza restarne prigioniero.

Martens ha descritto la collezione come la sensazione di risvegliarsi in un luogo sconosciuto dopo una notte di cui si ricordano solo frammenti. Questa idea di “post-party mood” attraversa tutta la proposta: da una parte l’energia disordinata della festa, dall’altra la lucidità del giorno dopo. Il risultato è un guardaroba che gioca costantemente sul contrasto tra spontaneità e controllo, tra istinto e costruzione.


In passerella hanno dominato giacche in pelle dai toni pastello, silhouette trattate e stampe psichedeliche che amplificano l’attitudine sperimentale del brand. Martens continua a lavorare sul lessico Diesel fatto di materiali manipolati, denim trasformato e proporzioni volutamente irregolari.

Con questa sfilata milanese, Diesel consolida il proprio momento di rinnovata centralità nel sistema moda. La direzione di Martens dimostra come l’archivio possa diventare materia viva, non semplice nostalgia. La Fall/Winter 2026 non è un ritorno al passato, ma un esercizio di memoria creativa che guarda avanti, esattamente dove Diesel sembra voler continuare a spingersi.
Image source https://www.instagram.com/diesel/




