Nel cuore della stagione più teatrale del tennis, dove la terra rossa di Parigi diventa linguaggio estetico oltre che sportivo, nasce una creazione destinata a superare i confini dell’abbigliamento performance. Per il Roland Garros 2026, Lacoste firma un pezzo esclusivo dedicato a Novak Djokovic: una giacca-scultura che racconta il movimento, la tensione emotiva e l’eleganza feroce del campione serbo attraverso il prisma della moda contemporanea. Immaginata dalla direttrice creativa Pelagia Kolotouros, la creazione si ispira alle sfumature profonde della clay season, traducendo l’energia vibrante del Roland Garros in una silhouette sofisticata e visionaria. Il risultato è un dialogo perfetto tra heritage sportivo e couture sperimentale, dove ogni dettaglio sembra modellato dalla stessa intensità che anima il Philippe-Chatrier durante una finale al tramonto.


La giacca reinterpreta una silhouette da runway attraverso una fusione contemporanea di innovazione tessile, artigianalità e design performativo. Le strutture tridimensionali scolpiscono il capo come fossero stratificazioni di terra battuta in movimento, mentre le finiture realizzate a mano evocano la materia autentica del campo parigino, trasformando la texture in memoria sensoriale. Non si tratta semplicemente di sportswear elevato, ma di una dichiarazione estetica che porta il linguaggio del tennis in una dimensione quasi artistica.
L’uso delle tonalità calde e minerali richiama la palette iconica della terra rossa: ruggine, terracotta, rame ossidato e sfumature argillose convivono in equilibrio con linee futuristiche e dettagli ad alta precisione. Ogni elemento del capo è pensato per riflettere il ritmo del gioco di Djokovic, la resilienza, la disciplina, la fluidità controllata, trasformando la sua presenza atletica in una narrazione visiva.


Da anni Lacoste ridefinisce il rapporto tra lusso e sport, ma questa creazione segna un ulteriore passo verso una nuova idea di eleganza performativa: emotiva, materica, quasi cinematografica. In un’epoca in cui gli atleti diventano icone culturali globali, il guardaroba smette di essere funzionale per diventare manifesto identitario. E forse è proprio questo il fascino più potente del progetto: non celebrare soltanto uno dei più grandi tennisti di tutti i tempi, ma catturare l’essenza stessa di Parigi durante il Roland Garros, quella tensione sospesa tra disciplina e poesia, forza e stile, sudore e bellezza.
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