A volte la moda non guarda semplicemente al passato: lo riaccende. È quello che accade nella nuova collezione Fendi Primavera/Estate 2027, dove Maria Grazia Chiuri porta nella maison romana un’immagine dell’Italia fatta di energia, sensualità e libertà. Al centro del racconto c’è Raffaella Carrà, figura impossibile da separare dall’idea di una femminilità spontanea, gioiosa e profondamente contemporanea ancora oggi. La Carrà scelta da Chiuri non è soltanto l’artista delle grandi canzoni e della televisione italiana. È una donna che, attraverso il proprio modo di muoversi, vestirsi e stare davanti al pubblico, aveva trasformato il corpo in uno spazio di espressione personale. È proprio questa libertà a diventare uno dei fili conduttori della collezione. Per raccontarla, Chiuri parte da ciò che normalmente rimane più vicino alla pelle: l’intimo. Reggiseni, slip, sottovesti e capi ispirati alla lingerie entrano nel guardaroba quotidiano e vengono reinterpretati attraverso pizzi, ricami, trasparenze e sovrapposizioni. Non c’è l’intenzione di nascondere il corpo, né quella di esibirlo semplicemente. Il corpo diventa piuttosto il punto di partenza per parlare di libertà e di identità. La sensualità della collezione è infatti tutt’altro che rigida. È morbida, mobile, a tratti giocosa. Gli abiti seguono la figura senza sembrare costruiti per imprigionarla, mentre gli strati si incontrano e si separano creando un guardaroba che può cambiare insieme a chi lo indossa.
Chiuri mette in dialogo elementi che appartengono a mondi diversi: la delicatezza del pizzo incontra la forza della pelle e del velluto; la lingerie si avvicina alla sartoria; motivi animalier e lavorazioni preziose convivono con capi dall’attitudine più rilassata. Anche il confine tra guardaroba maschile e femminile appare meno importante, lasciando spazio a una visione più libera dell’abbigliamento. È proprio questa libertà a collegare la collezione all’immaginario di Raffaella Carrà. La sua estetica, soprattutto quella degli anni Settanta, era fatta di silhouette aderenti, gambe scoperte, abiti luminosi e una sicurezza scenica che non aveva bisogno di spiegazioni. Chiuri recupera quell’energia senza trasformarla in una semplice operazione nostalgica. La porta nel presente e la rende parte di un guardaroba contemporaneo.
È un’immagine perfetta per una collezione che parla del rapporto con il proprio corpo. Davanti a uno specchio, infatti, non esiste soltanto l’immagine che gli altri vedono di noi. Esiste quella che vediamo noi stessi. La moda diventa allora uno strumento per costruire una relazione più personale con il proprio corpo, con il desiderio e con il modo in cui scegliamo di presentarci al mondo. Ed è qui che emerge la sensibilità di Maria Grazia Chiuri. Dopo anni trascorsi a intrecciare moda e riflessioni sulla condizione femminile, la designer porta a Fendi una visione che non ha bisogno di slogan. Le sue idee sono affidate ai materiali, alle proporzioni, alla pelle lasciata intravedere, alla lingerie trasformata in abito e alla possibilità di mescolare codici apparentemente inconciliabili. La collezione non cerca una donna ideale. Ne immagina molte. Una può scegliere il pizzo, un’altra la sartoria, un’altra ancora una silhouette più audace. Alcune preferiranno lasciare il corpo scoperto, altre proteggerlo sotto strati di tessuto. Il punto non è stabilire quale sia la versione giusta, ma lasciare che l’abito accompagni la persona invece di definirla.

Anche per questo Raffaella Carrà appare una presenza naturale. Carrà aveva fatto della propria immagine uno strumento di libertà e aveva dimostrato che la femminilità poteva essere Contemporaneamente sensuale, ironica, potente e leggera. Chiuri guarda a quella lezione attraverso gli occhi di oggi. Il risultato è una Fendi che appare più istintiva, più fisica e anche più giocosa.Una moda che non teme i contrasti e che trova la propria eleganza proprio nella possibilità di accostarli: il prezioso accanto al quotidiano, il romantico vicino al punk, la tradizione accanto a qualcosa di più irriverente. È un guardaroba che sembra dire che non dobbiamo scegliere una sola identità. Possiamo essere sofisticati e ribelli. Romantici e audaci. Eleganti e imperfetti. Possiamo cambiare idea, cambiare abito e cambiare modo di mostrarci. Forse è proprio questa la parte più contemporanea della collezione. Maria Grazia Chiuri non utilizza Raffaella Carrà per riportarci semplicemente negli anni Settanta. La utilizza per ricordarci che alcune forme di libertà non invecchiano. Alla fine, il vero omaggio a Raffaella Carrà non sta soltanto nelle immagini del passato, ma nell’energia che continua a trasmettere. La sua idea di femminilità, libera, luminosa, ironica, capace di occupare la scena senza chiedere il permesso, trova nella visione di Maria Grazia Chiuri una nuova forma.
È una moda che non cerca di scegliere tra sensualità e carattere, tra romanticismo e ribellione. Li lascia convivere, come accade nella vita, dove ogni donna può essere molte cose nello stesso momento. Forse è proprio qui che la Primavera/Estate 2027 di Fendi trova la sua voce più autentica: nel rifiuto di una femminilità già scritta e nella libertà di riscriverla ogni giorno. E mentre la passerella si riempie di riflessi, tessuti preziosi, pelle e luce, resta un’immagine semplice: quella di una donna davanti allo specchio, finalmente libera di riconoscersi senza dover assomigliare a nessun’altra. Una donna che non indossa soltanto la moda. La fa propria.
Image source https://www.instagram.com/fendi/, Zelinda Zanichelli




