C’è una Parigi che vive nella memoria della moda, fatta di tweed impeccabili, perle luminose e silhouette che sembrano appartenere a un altro tempo. E poi c’è una Parigi che si muove, cambia direzione, attraversa le città e le culture senza perdere la propria identità. È proprio in questo spazio tra tradizione e trasformazione che si inserisce la prima Métiers d’Art di Matthieu Blazy per Chanel. La scelta di New York come sfondo non è casuale. È una città che non posa mai, che non cerca la perfezione ma la vitalità. Qui, tra strade vissute e luce metropolitana, le immagini firmate da Craig McDean e la visione cinematografica di Rahim Fortune raccontano una Chanel diversa: meno statica, più umana, profondamente contemporanea.


Blazy non guarda all’archivio come a un museo da replicare, ma come a un lessico da rielaborare. I codici storici della maison, il tweed, le scarpe bicolore, le perle, la camelia, non vengono mai ripetuti in modo letterale. Si trasformano, si allentano, diventano parte di una narrazione che parla di identità in movimento. È una moda che non chiede di essere contemplata, ma vissuta. Nella collezione convivono mondi diversi con una naturalezza quasi cinematografica: pantaloni fluidi che seguono il corpo senza costringerlo, denim vissuto che avvicina Chanel alla quotidianità, maglieria morbida che sembra pensata per accompagnare la vita reale, e abiti da sera che conservano tutta la loro eleganza ma perdono rigidità. È un equilibrio sottile tra couture e istinto.


Accanto ai capi, emergono anche i volti. Modelle diverse per età, energia e presenza scenica, da Julia Nobis ad Anok Yai, da Penelope Ternes a Feng Jiao, costruiscono un racconto corale, dove non esiste un’unica idea di femminilità, ma molteplici modi di abitarla. Al cuore di tutto, però, resta ciò che rende Chanel unica: i suoi atelier. Le Métiers d’Art non sono solo una collezione, ma un omaggio a un sapere artigianale che vive da decenni. Lesage, Massaro, Goossens, Lemarié, Montex, Maison Michel e le altre maison coinvolte rappresentano un patrimonio fatto di mani, tempo e precisione. Ogni dettaglio nasce lì, dove il lusso incontra la pazienza.

Con il progetto le19M, Chanel ha creato un luogo dedicato proprio a questo universo: non un semplice spazio creativo, ma una casa per l’artigianato contemporaneo, dove tradizione e innovazione continuano a dialogare. In questa prima Métiers d’Art firmata Blazy, Chanel non si limita a mostrare abiti. Racconta un’idea di moda che respira, che si muove con chi la indossa, che accetta la complessità del presente senza perdere la propria eleganza. Una collezione che non guarda indietro. Ma impara a ricordare in modo nuovo.
Image source https://www.instagram.com/chanelofficial/




