Angelina Jolie torna sul grande schermo con Couture, un film che intreccia cinema d’autore e alta moda, posizionandosi fin da subito tra i titoli più discussi degli ultimi anni nel panorama fashion-oriented. Diretto da Alice Winocour, regista francese nota per il suo sguardo sensibile e profondamente umano, il film sceglie di raccontare la moda non come semplice spettacolo visivo, ma come linguaggio emotivo e spazio di trasformazione personale. Jolie interpreta Maxine Walker, una regista americana indipendente nel pieno di una fase complessa della sua vita. È una donna che si muove tra set cinematografici e responsabilità private, alle prese con un divorzio, la crescita di una figlia adolescente e la preparazione del suo prossimo film. A sconvolgere ulteriormente il suo equilibrio arriva una diagnosi medica difficile da affrontare, che costringe Maxine a riconsiderare priorità, tempo e identità. L’invito a collaborare con una grande maison di moda — una “major French fashion house” mai nominata esplicitamente — diventa il punto di svolta narrativo. Non si tratta solo di un incarico professionale prestigioso, ma di un’occasione per osservare il mondo della couture da una prospettiva inedita: quella di una donna che guarda, crea e interpreta, senza appartenere del tutto a quel sistema. La moda, in Couture, non è mai decorativa. È piuttosto un territorio di confronto, fatto di disciplina, silenzi, gesti precisi e una costante tensione tra controllo e vulnerabilità.
La regia di Alice Winocour è misurata e intensa. Evita l’enfasi e sceglie una narrazione sobria, quasi trattenuta, che lascia spazio ai volti, ai dettagli e ai non detti. In questo contesto, Angelina Jolie offre una delle sue interpretazioni più mature: lontana dal glamour più evidente, costruisce un personaggio complesso, fragile ma determinato, capace di comunicare molto anche nei momenti di quiete. Il suo corpo, il suo sguardo e il suo modo di abitare gli spazi della moda raccontano una femminilità adulta, consapevole, non idealizzata. Couture è quindi un fashion movie atipico. Non celebra solo l’estetica dell’alta moda, ma ne esplora il dietro le quinte emotivo e umano. Il film parla di creazione, ma anche di perdita, di tempo che passa e di come il lavoro possa diventare una forma di resistenza e, talvolta, di cura.Con questo progetto, Jolie e Winocour offrono un cinema pensato, radicato nella realtà e silenziosamente audace. Couture non cerca l’effetto immediato, ma lascia una traccia sottile e persistente, dimostrando che moda e cinema, quando dialogano con sincerità, possono raccontare molto più di uno stile: possono raccontare una vita.
Image source https://www.youtube.com/watch?v=lSw01dbUFXg,https://www.instagram.com/angelinajolieaddictz/




